Lo sapete che fino alla metà del Settecento, l’inizio dell’anno era il 25 marzo. Lo sapete perché? Un bambino, prima di nascere, rimane nella pancia della mamma per nove mesi. Il giorno di Natale, il giorno della nascita di Gesù Bambino, è il 25 dicembre. Se contate nove mesi dal 25 marzo arrivate esattamente a Natale!
Quindi il Primo dell’Anno era il giorno in cui il piccolo Gesù si trovò nella pancia della mamma. Poi abbiamo cambiato eh…era troppo complicato far partire l’anno in un giorno diverso da tutti gli altri. Però ancora oggi si festeggia il Capodanno fiorentino, il 25 marzo.
Ma lo sapete che Gesù nella pancia della mamma ci arriva in maniera un po’ particolare, secondo la religione cattolica. Lei, Maria, era giovanissima. Se ne stava seduta nella sua stanza a leggere un libro quando ad un certo punto si vede comparire davanti un angelo, con delle ali enormi e coloratissime. L’Angelo era arrivato in volo e si posò proprio davanti a lei. Teneva in mano un ramoscello d’olivo, come segno di pace. Sí, vabbè l’olivo, ma Maria, giustamente ebbe paura a vedersi parare davanti questa straordinaria creatura.
L’Angelo, Gabriele si chiamava, si inginocchiò e quando il suo mantello dorato non aveva ancora toccato terra, pronunciò queste parole: “ Ave Gratia plena, dominus tecum”, che significa “Salve a te, fanciulla piena di grazia, il Signore è con te”. Maria era terrorizzata perché aveva capito che “il Signore è con te” voleva dire che era proprio con lei dentro la sua pancia! Chiuse il libro e si coprì il volto con un mantello. Ma come era possibile? Proprio lei? Incinta? Lei che era poco più che una bambina e non ancora sposata. Ma dopo l’iniziale terrore, qualcosa dentro di lei le dice che se era così, voleva dire che era giusto e risponde all’Angelo: “ ecce ancilla domini”, sono la serva del signore, cioè accetto di portare in grembo questo bambino.
Il nostro viaggio comincerà proprio da qui, davanti a questo momento dell’Annuncio, rappresentato in pittura da un signore un po’ strano in realtà, ma bravissimo a dipingere. Lui si chiamava Jacopo Carucci, detto il Pontormo perché veniva da Pontorme vicino ad Empoli.
Poi, in un viaggio che non durerà nove mesi ma molto meno, andremo a vedere cosa accade quando il Bambino nasce, a Betlemme, fra i buoi e l’asinello. Lo vedremo a Santa Trinita, una delle più antiche chiese di Firenze, dove ci fermeremo davanti alla cappella Sassetti, affrescata da Ghirlandaio, un pittore che si era stufato di fare ghirlande d’argento, come era tradizione nella sua famiglia ed apre una bottega d’arte che diverrà importantissimo alla fine del Quattrocento a Firenze e non solo.
Prima di spostarci da Santa Felicita a Santa Trinita, però, c’è un passaggio segreto attraverso cui mi piacerebbe portarvi: si passa dentro la navata e dall’altare si arriva ad una balconata da dove i Medici vedevano la messa nel loro passaggio da palazzo della Signoria a Palazzo Pitti e viceversa.













